Molti lavoratori italiani si chiedono se riusciranno ad andare in pensione prima del previsto, ma le regole cambiano in fretta e non sempre in meglio. Per il 2026 i requisiti restano stabili, con la pensione di vecchiaia fissata a 67 anni e 20 anni di contributi, ma dal 2019 al 2026 chi ha accumulato almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti può già ritirarsi senza raggiungere quell’età. La Circolare INPS n.28 del 16 marzo 2026 ha però confermato che dal 2027 scatteranno nuovi adeguamenti legati all’aumento della speranza di vita. Vediamo nel dettaglio come funzionano i canali oggi e cosa succederà tra un anno.

Età pensione di vecchiaia fino al 2026: 67 anni · Contributi per pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi · Novità Legge di Bilancio 2026: INPS conferma requisiti · Aumento requisiti dal 2027: Itinerari Previdenza

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 67 anni età pensione vecchiaia 2026 (Sky TG24)
  • 42 anni e 10 mesi contributi anticipata uomini (Genertel)
  • APE Sociale prorogata al 31/12/2026 (INPS)
2Cosa resta incerto
  • Dettagli esatti aumento requisiti oltre i valori base
  • Effettiva platea di beneficiari per le nuove soglie
3Segnale temporale
  • 16 marzo 2026: Circolare INPS n.28 aggiorna requisiti 2027-2028
  • 1° gennaio 2027: scatta aumento età vecchiaia a 67a1m
4Cosa viene dopo
  • 2027: requisiti pensione anticipata salgono a 42a11m uomini, 41a11m donne
  • 2028: pensione vecchiaia a 67 anni e 3 mesi

La tabella seguente riassume i requisiti fondamentali per orientarsi tra le diverse opzioni di pensionamento.

Requisito Valore
Età pensione vecchiaia 67 anni (fino 2026)
Contributi minimi vecchiaia 20 anni
Contributi anticipata uomini 42 anni e 10 mesi
Contributi anticipata donne 41 anni e 10 mesi
Età vecchiaia contributiva 71 anni
Sito INPS per domanda www.inps.it/previdenza

A che età si va in pensione?

La pensione di vecchiaia rappresenta il canale principale per il pensionamento in Italia. Per il 2026 l’INPS ha confermato che l’età anagrafica resta fissata a 67 anni, con almeno 20 anni di contributi versati, senza nessun adeguamento legato alla speranza di vita (Sky TG24). Questa soglia vale per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi che hanno iniziato a versare prima del 1996, cioè per chi rientra nel sistema retributivo o misto.

Per approfondire i diritti dei lavoratori italiani in materia di previdenza e contrattualistica, consulta la guida su Diritto del Lavoro Italia: Statuto, Jobs Act e Contratti.

Pensione di vecchiaia

Esiste anche una pensione di vecchiaia contributiva, pensata per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995. In questo caso nel 2026 l’età minima è 71 anni, con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati dal 1996 in poi (FiscoeTasse). Non è un’opzione per tutti: serve aver accumulato almeno 5 anni di versamenti post-1995, che possono includere contributi figurativi come disoccupazione o malattia, purché regolarmente accreditati.

Perché conta

Chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto carriere frammentate potrebbe non raggiungere mai i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia classica. Per loro l’unica via resta la pensione contributiva a 71 anni, ma solo se dimostrano 5 anni di versamenti post-1995.

Requisiti attuali fino al 2026

  • Età anagrafica: 67 anni compiuti
  • Contributi minimi: 20 anni (anche figurativi, purché validi)
  • Nessun adeguamento speranza di vita per il 2026
  • Possibilità di rate di pensione mensili o trimestrali

L’aumento dei requisiti per accedere alla pensione sarà applicato in modo graduale: i requisiti aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028. Questo significa che chi ha già compiuto o compirà 66 anni nel 2026 potrebbe trovarsi a dover aspettare qualche mese in più per accedere alla pensione di vecchiaia dal 2027 in poi.

Quanti anni di contributi per la pensione?

I contributi sono la chiave per accedere alla pensione anticipata, che permette di lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Per il 2026 i requisiti contributivi restano invariati rispetto al 2025, come confermato da Itinerari Previdenza. Non c’è limite anagrafico minimo: basta aver versato abbastanza contributi.

Contributi minimi per pensione anticipata

La pensione anticipata ordinaria richiede un monte contributivo elevato ma senza soglia di età. Per gli uomini servono 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne ne bastano 41 anni e 10 mesi (Genertel blog assicurativo). Questa differenza di un anno riflette le storiche disuguaglianze nel mercato del lavoro femminile, compensate parzialmente con requisiti più bassi.

42 anni e 10 mesi

La soglia dei 42 anni e 10 mesi rappresenta un traguardo importante per chi ha iniziato a lavorare giovane e ha proseguito senza interruzioni significative. Nel 2026 non ci sono state modifiche rispetto al 2019, quando la riforma Fornero ha fissato questa nuova soglia in sostituzione delle precedenti (FiscoeTasse). Dal punto di vista pratico, significa circa 42 anni di lavoro effettivo, considerando che i contributi figurativi (malattia, disoccupazione, maternità) vengono conteggiati nel monte contributivo totale.

La finestra mobile

Chi presenta domanda di pensione anticipata deve sapere che c’è una finestra mobile di 3 mesi tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza della pensione (INCA CGIL). Quindi chi matura i 42 anni e 10 mesi a gennaio riceverà la prima rata ad aprile.

Età e requisiti per andare in pensione nel 2026

Il 2026 è un anno di transizione per le pensioni italiane: la Legge di Bilancio ha confermato i requisiti esistenti, ma ha anche posto le basi per i cambiamenti del biennio successivo. L’INPS, con la Circolare n.28 del 16 marzo 2026, ha ufficializzato le nuove soglie che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 (INPS).

Novità Legge di Bilancio 2026

La principale novità della Legge di Bilancio 2026 è la conferma dei requisiti per l’anno in corso, senza interventi strutturali sul sistema pensionistico. Non è stata rinnovata Quota 103, che resta valida solo per chi aveva già maturato i requisiti nelle proroghe precedenti (Genertel). Questo significa che per i lavoratori che non hanno ancora raggiunto i requisiti della pensione anticipata ordinaria, non ci sono canali alternativi aperti nel 2026.

Pensione anticipata 2026

Per chi ha già accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne), il 2026 offre le stesse condizioni degli anni precedenti. Non ci sono state modifiche né bonus per chi si ritira anticipatamente: l’importo della pensione viene calcolato interamente in base ai contributi versati e all’età raggiunta, quindi uscire prima significa generalmente ricevere un assegno più basso rispetto a chi aspetta i 67 anni.

In sintesi: Il 2026 è l’ultimo anno con requisiti stabili. Chi può permetterselo di aspettare, potrebbe guadagnare di più fermandosi al 2027, ma chi ha già i numeri oggi non dovrebbe indugiare se vuole evitare gli adeguamenti futuri.

Cosa cambia dal 2027 per le pensioni?

Dal 1° gennaio 2027 scatteranno gli adeguamenti alla speranza di vita che erano stati bloccati nel 2026. L’aumento sarà graduale ma inevitabile: tutti i requisiti pensionistici saliranno di qualche mese, con un effetto a cascata su tutti i canali di pensionamento.

Aumento dei requisiti

L’INPS ha comunicato che dal 2027 la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, mentre nel 2028 raggiungerà i 67 anni e 3 mesi (Sky TG24). Per la pensione anticipata, i contributi richiesti saliranno a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne (INPS).

Itinerari Previdenza

Secondo Itinerari Previdenza, anche Opzione Donna subirà aggiustamenti dal 2027, passando a 64 anni e 1 mese di età con 20 anni e 1 mese di contributi. Il meccanismo di sconto per le madri resterà in vigore, ma con soglie più alte: lo sconto massimo di 2 anni (1 anno per figlio) verrà applicato su requisiti più elevati.

Il compromesso

Chi si ritira anticipatamente con 42 anni e 10 mesi nel 2026 percepirà una pensione più bassa rispetto a chi aspetta, ma almeno accederà prima che i requisiti crescano. Chi rimane al lavoro altri 12 mesi per centrare i nuovi parametri 2027 vedrà probabilmente un assegno leggermente più alto, ma avrà perso un anno di quiescenza.

Pensione con 42 anni e 10 mesi: penalizzazioni?

La pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi offre il vantaggio di uscire dal lavoro prima dei 67 anni, ma non è una via senza costi. Il sistema italiano è strutturato in modo che chi esce prima riceva di meno, riflettendo il minor periodo di versamenti e la durata attesa maggiore della pensione.

Costi e benefici

Uscire a 62 anni invece che a 67 anni comporta una riduzione dell’assegno pensionistico per due motivi principali: si sono versati meno contributi e la pensione verrà corrisposta per più anni. L’effetto concreto dipende dall’importo dei versamenti effettuati e dall’età anagrafica raggiunta, ma in generale chi esce anticipatamente deve mettere in conto un assegno significativamente inferiore rispetto a chi aspetta la pensione di vecchiaia.

MiaPensione analisi

Non esiste un calcolatore universale per stimare la penalizzazione precisa, perché l’importo dipende dalla storia contributiva individuale. Elementi come i periodi di contribuzione figurativa, gli scatti di anzianità e la retribuzione pensionabile influenzano il risultato finale. Chi vuole una stima personalizzata può utilizzare il servizio MyINPS o rivolgersi a un patronato per una simulazione basata sulla propria posizione assicurativa.

Cosa considerare

Prima di decidere se andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi, conviene confrontare almeno tre scenari: la pensione netta che si riceverebbe uscendo subito, quella che si riceverebbe aspettando i 67 anni, e il differenziale moltiplicato per gli anni di anticipo. In molti casi, chi ha uno stipendio medio-alto potrebbe non notare grande differenza; chi ha stipendi più bassi potrebbe invece subire tagli percentualmente più pesanti.

Vantaggi

  • Accesso alla pensione senza requisito anagrafico minimo
  • Requisiti stabili per tutto il 2026
  • Possibilità di uscire anche a 60-62 anni se si hanno i contributi
  • APE Sociale prorogata al 31/12/2026 per lavoratori gravosi

Svantaggi

  • Pensione più bassa rispetto alla vecchiaia (meno contributi, più anni di erogazione)
  • Finestra mobile di 3 mesi prima dell’inizio della pensione
  • Requisiti in aumento dal 2027 (42a11m uomini, 41a11m donne)
  • Quota 103 non più disponibile per nuove maturazioni

L’implicazione pratica è chiara: chi ha già i contributi necessari e può permettersi un assegno ridotto dovrebbe agire entro il 2026, mentre chi è ancora in fase di accumulo dovrà mettere in conto requisiti più stringenti. Per una panoramica completa dei requisiti pensionistici e delle classifiche universitarie, puoi consultare Università Italia classifica migliori.

Misure agevolate e categorie specifiche

Oltre alla pensione di vecchiaia e anticipata, esistono canali speciali per determinate categorie di lavoratori. Queste misure offrono requisiti ridotti in cambio di condizioni specifiche, come l’appartenenza a professioni faticose o lo stato di invalidità.

APE Sociale

L’APE Sociale è stata prorogata al 31 dicembre 2026 con requisiti invariati: 63 anni e 5 mesi di età, almeno 30 anni di contributi, e appartenenza a una delle categorie tutelate (lavoratori gravosi, disoccupati con almeno 30 mesi di mobilità, persone con invalidità certificata almeno all’80%) (INPS). Questa misura è un anticipo sulla pensione di vecchiaia, coperto da un contributo statale che viene sottratto dall’assegno finale.

Lavori gravosi

I lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose possono accedere alla pensione anticipata con requisiti ridotti. Nel 2026 l’età è 66 anni e 7 mesi con 30 anni di contributi, ma solo per chi è nato entro maggio 1959 (Brocardi). Dal 2027 questo requisito tornerà a 67 anni, rendendo il 2026 l’ultima occasione per i nati nei primi mesi del 1959.

Pensione invalidità

Per le persone con capacità lavorativa ridotta di almeno l’80%, la pensione di invalidità è accessibile a 61 anni per gli uomini e 56 anni per le donne, nati rispettivamente nel 1965 e nel 1970 (Brocardi). Requisiti confermati per il 2026, senza modifiche rispetto all’anno precedente.

Come fare domanda di pensione INPS

Presentare la domanda di pensione in Italia richiede alcuni passaggi preliminari. L’INPS offre diverse modalità: online tramite il sito istituzionale, tramite patronati convenzionati, oppure recandosi agli sportelli con appuntamento.

  • SPID obbligatorio: Per accedere ai servizi online INPS è necessario avere lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2
  • MyINPS: Il portale dedicato permette di presentare domanda, verificare la propria posizione contributiva e monitorare lo stato della pratica
  • Patronati: CGIL, CISL, UIL e altre organizzazioni offrono assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda
  • Cedolino online: Dopo la liquidazione, il cedolino della pensione è consultabile online tramite SPID

Per chi ha necessità di approfondire anche altri aspetti del mondo del lavoro italiano, può risultare utile consultare i dati su Salari Italia – Stipendio medio, divari Nord-Sud e top settori.

Tempi di elaborazione

Dopo la presentazione della domanda, l’INPS impiega generalmente da 30 a 90 giorni per elaborarla e avviare il pagamento della prima rata. Chi ha fretta può rivolgersi a un patronato per verificare che la documentazione sia completa ed evitare ritardi dovuti a pratiche incomplete.

Linea temporale

  • : Età pensione vecchiaia fissa a 67 anni
  • : Legge di Bilancio conferma requisiti stabili
  • : Circolare INPS n.28 aggiorna requisiti 2027-2028
  • : Termine proroga APE Sociale
  • : Aumento età vecchiaia a 67 anni e 1 mese
  • : Pensione vecchiaia a 67 anni e 3 mesi

Prospettive degli esperti

L’aumento dei requisiti per accedere alla pensione sarà applicato in modo graduale: i requisiti aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028.

— INPS, Istituto Nazionale Previdenza Sociale

Quota 103 non è stata confermata per il 2026.

— Genertel, Blog Assicurazioni

Il 2026 sarà l’ultimo anno in cui l’età resta scontata. Dal 2027 si tornerà ai 67 anni.

— Brocardi, Portale Giuridico

In sintesi: Per i lavoratori italiani con 42 anni e 10 mesi di contributi, il 2026 è l’ultima finestra per uscire anticipatamente senza penalizzazioni crescenti. Chi non ha ancora raggiunto questa soglia dovrebbe valutare se conviene accelerare il monte contributivo o accettare i requisiti più alti del 2027-2028.
Fonti aggiuntive

cgiltreviso.it, fisac-cgil.it

I requisiti INPS per le pensioni Italia 2026 fissano l’età a 67 anni per la vecchiaia, come approfondito nella guida su requisiti e novità 2026-2027 con sguardo al 2027.

Domande frequenti

Come calcolare la pensione INPS?

Il calcolo della pensione INPS dipende dal sistema applicabile (retributivo, contributivo o misto). Il sistema retributivo considera le ultime retribuzioni; il contributivo si basa sui versamenti effettivi. Per una stima personalizzata, l’INPS offre il servizio di simulazione online o ci si può rivolgere a un patronato.

Come fare domanda pensione tramite patronato?

I patronati (CGIL, CISL, UIL, ACLI e altri) offrono assistenza gratuita per la domanda di pensione. Basta prenotare un appuntamento, portare documento d’identità, codice fiscale e la documentazione contributiva. Il patronato curerà l’invio telematico tramite i canali INPS convenzionati.

Qual è la pensione per le donne?

Le donne hanno requisiti leggermente inferiori rispetto agli uomini: per la pensione anticipata servono 41 anni e 10 mesi di contributi (contro 42 anni e 10 mesi). Opzione Donna offre soglie ancora più basse ma con requisiti specifici legati a età e contributi, soggetti a modifiche dal 2027.

Come accedere al cedolino pensione con SPID?

Accedendo al sito INPS con SPID di livello 2, nella sezione MyINPS è possibile consultare il cedolino della pensione con tutti i dettagli dell’assegno, le trattenute e le eventuali variazioni. Il servizio è disponibile anche tramite l’app INPS.

Quali sono i pagamenti pensione INPS?

Le pensioni INPS vengono pagate mensilmente, con periodicità che può essere scelta tra rate mensili, bimestrali o trimestrali. Il pagamento avviene tramite bonifico su conto corrente, carta di credito prepagata con IBAN, o assegno presso sportelli postali.

Cos’è la pensione di vecchiaia?

La pensione di vecchiaia è il canale pensionistico principale italiano, accessibile al raggiungimento di un’età anagrafica (67 anni nel 2026) con almeno 20 anni di contributi versati. Non richiede la cessazione obbligatoria dell’attività lavorativa.

Come funziona la domanda pensione online INPS?

Dal sito INPS.it, accedendo con SPID, è possibile presentare la domanda di pensione direttamente online. Il sistema guida l’utente passo per passo, verificando automaticamente il possesso dei requisiti e la completezza della documentazione necessaria.