Chi sta pensando di accendere un mutuo in questo momento si trova davanti a un rebus: i tassi BCE sono scesi drasticamente dal picco del 4,5% di settembre 2023, ma i tassi fissi lunghi restano sostenuti e un eventuale rialzo entro fine 2026 potrebbe complicare le cose. La buona notizia è che il mercato offre ancora opportunity concrete per chi sa dove guardare. In questa guida facciamo il punto preciso su quali sono i tassi oggi, come sono cambiati, e soprattutto cosa significano per chi sta valutando un mutuo oggi.

Tasso BCE principale: 2,15% · IRS 20 anni: 3,29% · TAN variabili medio apr 2026: 2,61% · Tasso fisso medio apr 2026: 3,36%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Il tasso BCE principale è al 2,15% al 30 aprile 2026 (Altroconsumo)
  • IRS 20 anni al 3,29%, IRS 30 anni al 3,20% (Altroconsumo)
  • BCE ha lasciato i tassi invariati il 30 aprile 2026 (MutuiOnline)
2Cosa resta incerto
  • Se e quando la BCE riprenderà ad alzare i tassi entro fine 2026 (MutuiOnline)
  • L’Euribor 3 mesi è proiettato al 2,50% a dicembre 2026, ma queste proiezioni restano soggette a revisione (MutuiOnline)
  • I rendimenti dei conti deposito potrebbero calare ulteriormente nel corso del 2026 (MutuiOnline)
3Segnale temporale
  • Dieci aumenti consecutivi BCE tra luglio 2022 e settembre 2023 (tasso al 4,5%) (Altroconsumo)
  • Otto tagli tra marzo 2024 e giugno 2025, di cui quattro nel 2025 (Altroconsumo)
  • L’Euribor 3 mesi è sceso dal 2,9% a dicembre 2024 al 2,15% di aprile 2026 (Altroconsumo)
4Cosa viene dopo
  • La BCE dovrebbe confermare i tassi il 30 aprile 2026, ma un rialzo entro fine 2026 è possibile (MutuiOnline)
  • Chi ha già un variabile beneficia del calo, chi deve stipulare ora deve valutare fisso vs variabile con attenzione (MutuiOnline)

Quanto è il tasso di interesse in Italia?

Il tasso BCE di rifinanziamento principale si attesta al 2,15% al 30 aprile 2026, in calo drastico rispetto al picco del 4,5% toccato a settembre 2023 dopo dieci rialzi consecutivi. Il tasso sui depositi è al 2,00%. Per orientarsi tra i riferimenti, è utile sapere che in Italia i tassi sui mutui dipendono da tre indicatori principali: il tasso BCE, l’Euribor (per i variabili) e l’IRS (per i fissi).

Tasso reale attuale

Il tasso BCE costituisce il riferimento base da cui partono tutte le dinamiche di mercato. Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, i tassi Eurosistema sono fissati dal Consiglio direttivo della BCE e rappresentano lo strumento principale della politica monetaria europea. A questo si aggiungono i tassi bancari rilevati dalla Banca d’Italia per settore e localizzazione, che mostrano come il costo del denaro si trasmetta effettivamente all’economia reale.

Cosa sapere

Il tasso BCE non è il tasso che pagherai sul mutuo: è il tasso a cui le banche prendono denaro dalla BCE. Il tuo mutuo dipende dall’Euribor (variabili) o dall’IRS (fissi), che seguono il BCE ma con proprie dinamiche di mercato.

Dati da Banca d’Italia

La Banca d’Italia pubblica le statistiche sui tassi di interesse applicati dalle banche italiane, stratificate per settore, durata e localizzazione. Le proiezioni macroeconomiche vengono diffuse con cadenza trimestrale (aprile, giugno, ottobre, dicembre). Secondo le proiezioni della BCE, l’inflazione media nell’Eurozona dovrebbe attestarsi al 2,5% nel 2024, scendere al 2,2% nel 2025 e raggiungere l’1,9% nel 2026.

I tassi di riferimento per i mutui in Italia oggi sono i seguenti:

Indicatore Valore al 30-apr-2026 Fonte
Tasso BCE rifinanziamento 2,15% Altroconsumo
Tasso BCE depositi 2,00% Altroconsumo
Euribor 3 mesi 2,15% Altroconsumo
IRS 20 anni 3,29% Altroconsumo
IRS 30 anni 3,20% Altroconsumo

L’IRS a 20 anni è salito dal 2% di dicembre 2024 al 3,20% di aprile 2026, un movimento che ha reso i mutui fissi meno convenienti proprio mentre quelli variabili beneficiavano del calo dell’Euribor. Il divario tra i due segmenti si è dunque invertito rispetto al biennio precedente.

Qual è il tasso di interesse BCE oggi?

Altroconsumo conferma che il tasso BCE di rifinanziamento principale è al 2,15% e il tasso sui depositi al 2,00% al 30 aprile 2026. La BCE ha lasciato i tassi invariati nella riunione del 30 aprile 2026. Un rialzo entro fine 2026 è considerato possibile, ma non scontato. Il tasso BCE era al 4,25% il 12 giugno 2024, al 3,65% il 18 settembre 2024, ed è sceso all’attuale 2,15% grazie agli otto tagli decisi tra marzo 2024 e giugno 2025.

Andamento Euribor e IRS

L’Euribor 3 mesi è sceso dal 2,9% di dicembre 2024 al 2,15% di aprile 2026, un calo significativo che ha alleggerito le rate dei mutui variabili. Parallelamente, l’IRS 30 anni è salito dal 2% al 3,20% nello stesso periodo. L’IRS (Interest Rate Swap) è il tasso usato come riferimento per i mutui a tasso fisso in Italia: viene influenzato dalle aspettative del mercato sulla futura politica della BCE.

Il paradosso

Mentre il tasso BCE scende, l’IRS lungo (20-30 anni) è risalito. Chi sceglie un fisso oggi paga un “premio” per la certezza della rata, mentre chi opta per il variabile beneficia del calo ma assume un rischio legato a possibili rialzi futuri.

Previsioni MEF

Le proiezioni della BCE indicano che l’inflazione nell’Eurozona dovrebbe scendere all’1,9% nel 2026, avvicinandosi all’obiettivo del 2%. Questo quadro rafforza l’ipotesi di una BCE cauta, disposta a mantenere i tassi stabili ma pronta a intervenire se l’inflazione riprendesse a salire. MutuiOnline segnala che la BCE dovrebbe confermare i tassi nella riunione del 30 aprile 2026, con un eventuale rialzo possibile entro fine anno.

Quanto costa un mutuo di 100.000 euro?

Per capire l’impatto concreto dei tassi attuali, prendiamo come esempio un mutuo di 100.000 euro e simuliamo le rate a 20 e 30 anni con le condizioni di mercato di aprile 2026. I dati di MutuiOnline mostrano che il TAN medio per mutui variabili (durata 20-30 anni) è al 2,61%, mentre il tasso fisso medio è al 3,36%.

Rata a 20 anni

Per un mutuo di 100.000 euro a 20 anni al tasso variabile medio del 2,61%, la rata mensile si aggira intorno ai 530-550 euro. Al tasso fisso medio del 3,36%, la rata sale a circa 560-580 euro. La differenza è contenuta, ma il variabile offre un vantaggio iniziale che però si accompagna al rischio di future variazioni. Offerte concorrenziali come quella di Crédit Agricole (2,99% TAN per la prima casa) mostrano che il mercato offre ancora condizioni favorevoli per chi ha un profilo sólido.

Rata a 30 anni

Estendendo la durata a 30 anni, la rata si abbassa ma gli interessi totali aumentano. Al 2,61% variabile, la rata per 100.000 euro si attesta intorno ai 400 euro mensili, mentre al 3,36% fisso sale a circa 420-440 euro. MutuiOnline fornisce un termine di confronto più ampio: per un mutuo di 180.000 euro a 20 anni, la rata variabile è di 964 euro mensili, contro 1.031 euro del fisso. Ciò dimostra che il divario tra le due tipologie si è ridotto rispetto al 2024, ma il fisso continua a costare mediamente il 7% in più sulla rata mensile.

Nota della redazione

I calcoli sono indicativi e basati sulle medie di mercato di aprile 2026. Il tasso effettivo dipende dal profilo del richiedente, dalla durata, dall’LTV e dalla banca scelta. Offerte promo come il 2,99% di Crédit Agricole sono riservate a specifiche condizioni.

Quando ci sarà il prossimo taglio dei tassi?

La BCE ha lasciato i tassi invariati il 30 aprile 2026. Gli analisti di MutuiOnline considerano probabile una conferma anche nelle prossime riunioni, ma non escludono un rialzo entro fine 2026 se l’inflazione dovesse accelerare. L’Euribor 3 mesi è proiettato al 2,50% a dicembre 2026, in lieve risalita rispetto all’attuale 2,15%, riflettendo le aspettative di un possibile ritorno a politiche più restrittive.

Tassi fissi mutui 2026

L’IRS 20 anni si è stabilizzato intorno al 3,30% a inizio 2026, dopo essere salito dal 2% di fine 2024. Questo significa che i mutui fissi non scenderanno significativamente nel breve periodo, anzi potrebbero salire se la BCE riprendesse ad alzare i tassi. Chi ha già un fisso in corso beneficia della rate bloccata, ma chi deve stipulare ora si trova in una situazione di stallo: il variabile è più conveniente oggi ma rischioso, il fisso è sicuro ma costoso.

Ciclo riduzione BCE

Il ciclo di tagli avviato a marzo 2024 ha portato il tasso BCE dal 4,50% di settembre 2023 all’attuale 2,15%, un percorso di otto riduzioni in 15 mesi. La Banca d’Italia ricorda che dopo dieci aumenti consecutivi tra luglio 2022 e settembre 2023, la tendenza si è invertita e la BCE ha avviato una fase espansiva. Tuttavia, il movimento dell’IRS lungo (30 anni al 3,20%, in salita dal 2% di dicembre 2024) mostra che il mercato si sta già proteggendo da un eventuale ritorno dell’inflazione.

Cosa sono i tassi di interesse

In termini semplici, il tasso di interesse è il prezzo che si paga per prendere in prestito denaro. I tassi di riferimento come il BCE, l’Euribor e l’IRS non sono tassi che il consumatore finale applica direttamente, ma indicatori che influenzano il costo finale dei mutui. La BCE fissa i tassi ufficiali per l’area euro; l’Euribor è il tasso a cui le banche europee si prestano denaro tra loro (usato per i variabili); l’IRS è un tasso derivato da swap e usato come riferimento per i fissi.

I tassi bancari applicati ai clienti finali dipendono dal rischio creditizio, dalla durata del mutuo, dall’LTV (rapporto tra prestito e valore dell’immobile) e dalla concorrenza tra banche. La Banca d’Italia rileva questi tassi e li diffonde per permettere confronti tra istituti e territori.

In sintesi: I tassi BCE sono scesi al 2,15%, ma l’IRS lungo è risalito al 3,20-3,29%. Per chi deve stipulare un mutuo oggi, il variabile costa meno in partenza ma porta con sé il rischio di rialzi; il fisso garantisce certezza ma a un prezzo più alto. La BCE dovrebbe confermare i tassi nel 2026, ma un rialzo entro fine anno è possibile. Per un mutuo da 100.000 euro a 20 anni, la rata oscilla tra 530 e 580 euro mensili a seconda della tipologia scelta.

Confronto tassi di riferimento

Cinque indicatori chiave per orientarsi tra i tassi di interesse in Italia: BCE principale, Euribor 3 mesi, IRS 20 anni, IRS 30 anni e il TAN medio dei mutui effettivamente erogati.

Indicatore Valore Data Utilizzo
Tasso BCE principale 2,15% 30-apr-2026 Riferimento base politica monetaria BCE
Tasso BCE depositi 2,00% 30-apr-2026 Tasso overnight per le banche
Euribor 3 mesi 2,15% 30-apr-2026 Riferimento mutui variabili
IRS 20 anni 3,29% 30-apr-2026 Riferimento mutui fissi 20 anni
IRS 30 anni 3,20% 30-apr-2026 Riferimento mutui fissi 30 anni
TAN variabili medio 2,61% apr-2026 Tasso medio mutui variabili 20-30 anni
Tasso fisso medio 3,36% apr-2026 Tasso medio mutui fissi 20-30 anni

La differenza tra IRS e TAN effettivo riflette il margine applicato dalle banche: circa 50-60 punti base per il variabile e 70-110 punti base per il fisso, a seconda dell’istituto e del profilo del cliente. Chi Confronta le offerte deve tenere conto che il TAN pubblicizzato non include spese accessorie come istruttoria e perizia.

Storico dei tassi BCE

Il tasso BCE ha attraversato una fase estrema tra 2022 e 2026: dieci aumenti consecutivi tra luglio 2022 e settembre 2023 lo hanno portato al 4,5%, il livello più alto dalla creazione dell’euro. L’inflazione nell’Eurozona aveva toccato il 10,6% a ottobre 2022. Da marzo 2024, la BCE ha invertito la rotta con otto tagli consecutivi, di cui quattro nel solo 2025, portando il tasso all’attuale 2,15%.

Data Tasso BCE principale Evento
Settembre 2023 4,50% Massimo storico dopo dieci rialzi
12 giugno 2024 4,25% Pre-taglio estivo
18 settembre 2024 3,65% Taglio BCE, depositi al 3,5%
Aprile 2026 2,15% Confermato dopo otto tagli

Il passaggio dal 4,50% al 2,15% in poco più di due anni rappresenta il ciclo di tagli più aggressivo nella storia della BCE. Per un mutuo variabile da 180.000 euro in 20 anni, ogni 25 punti base di rialzo BCE si traduce in un aumento di circa 22 euro mensili sulla rata. Un rialzo dal 2,15% al 2,40% porterebbe il TAN da 2,61% a 2,86%, con un impatto crescente sulla sostenibilità delle rate per le famiglie.

Conti deposito e rendimenti

Con la discesa dei tassi BCE, i rendimenti dei conti deposito si sono sensibilmente ridotti rispetto ai picchi del 2023-2024. Alcune banche offrono ancora rendimenti intorno al 2-2,5% annuo lordo su vincoli a 12 mesi, ma le offerte sopra il 3% sono ormai rare. Chi ha depositato su conti deposito con tassi promo a inizio 2024 sta vedendo scendere i rendimenti con il rinnovo dei vincoli.

Attenzione

Con l’eventuale rialzo BCE entro fine 2026, i rendimenti dei conti deposito potrebbero risalire, ma chi ha già vincolato a tassi bassi non ne beneficierà. Valutate la durata del vincolo in relazione alle aspettative di tassi: vincoli troppo lunghi possono bloccare rendimenti oggi bassi se i tassi saliranno.

Cosa resta da chiarire

Nonostante la mole di dati disponibili, permangono alcune aree di incertezza:

  • Prossimo rialzo BCE: La BCE dovrebbe confermare i tassi il 30 aprile 2026, ma un rialzo entro fine 2026 è considerato possibile. MutuiOnline indica questa come incognita principale per chi ha o sta stipulando un mutuo variabile.
  • Proiezioni Euribor 2026: L’Euribor 3 mesi è proiettato al 2,50% a dicembre 2026, in risalita rispetto all’attuale 2,15%. Questa proiezione è soggetta a revisione in base all’evoluzione dell’inflazione e delle decisioni BCE.
  • Dati regionali Bankitalia: Le statistiche dettagliate sui tassi bancari per regione non sono state acquisite; un’analisi territoriale potrebbe rivelare opportunità locali non visibili a livello nazionale.
  • Impatto surroga: Chi ha un mutuo stipulato a tassi più alti nel 2022-2023 potrebbe beneficiare di una surroga o rinegoziazione alle condizioni attuali, ma i numeri dipendono dal caso specifico.

“Dopo dieci aumenti consecutivi tra luglio 2022 e settembre 2023, la BCE aveva portato il suo tasso principale al 4,5%. Da allora, la tendenza si è invertita.”

— Altroconsumo (Associazione consumatori)

“La BCE dovrebbe confermare i tassi, ma un rialzo entro fine 2026 è possibile. L’Euribor 3 mesi è proiettato al 2,50% a dicembre 2026.”

— MutuiOnline (Osservatorio mutui)

“Secondo le proiezioni della BCE l’inflazione media si attesterà al 2,5% nel 2024 per poi scendere al 2,2% nel 2025 e 1,9% nel 2026.”

Banca d’Italia – Economia per Tutti (Portale educativo)

Sintesi e previsioni per il 2026

Il quadro che emerge è di una fase di transizione: i tassi BCE sono scesi drasticamente dal massimo del 4,5%, ma l’IRS lungo è risalito e un rialzo entro fine 2026 è nell’aria. Per chi ha un mutuo variabile, il momento è favorevole: le rate sono scese e l’Euribor è al 2,15%. Per chi deve stipulare ora, la scelta tra fisso e variabile dipende dalla tolleranza al rischio e dalla durata del mutuo. Per chi cerca rendimenti da conti deposito, le opportunità si sono ridotte ma non sono scomparse del tutto.

L’inflazione nell’Eurozona è scesa dal 10,6% di ottobre 2022 all’1,9% previsto per il 2026, e questo ha permesso alla BCE di avviare il più aggressivo ciclo di tagli dalla sua fondazione. Tuttavia, il mercato si sta già proteggendo: l’IRS lungo è salito dal 2% al 3,20% da dicembre 2024, anticipando un possibile ritorno a tassi più alti. Per chi sta valutando un mutuo fisso, questo segnale suggerisce di agire prima che i tassi salgano ulteriormente. Per chi preferisce il variabile, l’attuale 2,61% TAN medio offre condizioni interessanti, ma con la consapevolezza del rischio rialzo.

I tassi BCE fermi al 2% influenzano direttamente i mutui al 3,43%, come emerge da questo approfondimento BCE mutui oggi con analisi sulle previsioni fino al 2026.

Domande frequenti

Quali sono i tassi di interesse oggi?

Al 30 aprile 2026, il tasso BCE principale è al 2,15% e il tasso sui depositi al 2,00%. L’Euribor 3 mesi è al 2,15%, l’IRS 20 anni al 3,29% e l’IRS 30 anni al 3,20%. Il TAN medio per mutui variabili (20-30 anni) è al 2,61%, quello per fissi al 3,36%. I dati provengono da Altroconsumo e MutuiOnline.

Quali sono le previsioni sui tassi di interesse?

La BCE dovrebbe confermare i tassi nel 2026, ma un rialzo entro fine anno è possibile. L’Euribor 3 mesi è proiettato al 2,50% a dicembre 2026. Le proiezioni BCE indicano un’inflazione all’1,9% nel 2026, il che suggerisce una BCE cauta ma non necessariamente espansiva. L’IRS lungo (20-30 anni) è salito dal 2% di dicembre 2024 al 3,20-3,29% di aprile 2026, riflettendo aspettative di tassi più alti nel medio termine.

Cosa sono i tassi di interesse?

Il tasso di interesse è il prezzo per prendere in prestito denaro. I tassi BCE, Euribor e IRS sono indicatori di riferimento che influenzano il costo finale dei mutui: il BCE è fissato dalla Banca Centrale Europea, l’Euribor è il tasso interbancario usato per i variabili, l’IRS è il tasso swap usato per i fissi. La Banca d’Italia rileva i tassi applicati dalle banche italiane ai clienti finali.

Qual è lo storico dei tassi di interesse in Italia?

Il tasso BCE è salito dal 4,50% di settembre 2023 (massimo storico) al 2,15% di aprile 2026, grazie a otto tagli consecutivi. L’inflazione Eurozona aveva toccato il 10,6% a ottobre 2022, giustificando la stretta monetaria del 2022-2023. Dal 2024, la BCE ha avviato un ciclo espansivo per contrastare il rallentamento economico. Il Sole 24 Ore MutuiOnline traccia lo storico completo.

Qual è l’andamento dei tassi mutui?

I tassi variabili sono scesi: l’Euribor 3 mesi è passato dal 2,9% di dicembre 2024 al 2,15% di aprile 2026, e il TAN medio variabili è al 2,61%. I tassi fissi sono saliti: l’IRS 30 anni dal 2% di dicembre 2024 al 3,20% di aprile 2026, con TAN medio fisso al 3,36%. Per un mutuo di 180.000 euro a 20 anni, la rata variabile è 964 euro mensili contro 1.031 euro del fisso, secondo MutuiOnline.

Quali sono i principali tassi di interesse?

I tre tassi di riferimento per i mutui italiani sono: il tasso BCE (fissato dalla Banca Centrale Europea, al 2,15% il 30 aprile 2026), l’Euribor (tasso interbancario per i variabili, al 2,15% per il 3 mesi) e l’IRS (tasso swap per i fissi, al 3,29% per il 20 anni e 3,20% per il 30 anni). La Banca d’Italia chiarisce che i tassi Eurosistema sono fissati dal Consiglio direttivo BCE.

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